MARKETING

L’arte dello storytelling: la potenza delle parole

In questo articolo ti parleremo di quali e quante domande devi porti per capire se la comunicazione del tuo brand funziona e arriva, in modo chiaro e diretto, al tuo pubblico.

Non scoraggiarti se non ci sei riuscito, riprova ancora. Gioca con le parole, lasciati trascinare da esse e crea una storia potente, vera e umana. L’unico modo per imparare davvero è essere costanti; prova e riprova fin quando non avrai trovato il tuo personale modo di comunicare.

 

NEL FRATTEMPO NON DIMENTICARE DI ESSERE AUTENTICO!

Perché parliamo spesso di autenticità?
Perché le persone autentiche sono consapevoli delle loro capacità, dei loro gusti, delle loro emozioni e del mondo che li circonda. Ne parliamo perché è la differenza a renderci unici.
C’è sempre un motivo per cui qualcuno si fida di te, chiede a te, legge te e non qualcun altro.
E allora è il caso che tu cominci a prendere coscienza di cosa ti rende così speciale, cominciamo!

C’è un elemento che non puoi sottovalutare se hai un’azienda e investi nella comunicazione: quello della potenza delle parole.
Spesso la decisione di un cliente di scegliere te oppure qualcun altro dipende dalla tua capacità di sapere esattamente cosa dire, quando dirlo e riuscire a fare la differenza.
Per far sì che questo accada le tue parole devono arrivare direttamente al subconscio, non possono essere “decifrate” o “capite”, devono arrivare precise, come un pugno.

 

Quindi ti chiediamo: i tuoi testi sono efficaci? Arrivano nel modo giusto ai tuoi utenti?

Essere consapevole della capacità e della potenza comunicativa delle parole che usi, farà la differenza. Ovvio che non ci riferiamo solo alla forma scritta, ma anche a quella verbale con cui comunichiamo ogni giorno. Dai il giusto peso alle tue parole? Sai cosa dire al tuo cliente quando è indeciso e non sa se preferire il tuo servizio a quello di qualcun altro?

 

Il punto è questo: SAPERE COSA DIRE.
Sono proprio le parole, unite alle immagini, ai video e ai colori a dare un senso alla tua azienda e ai servizi che offri. Piccoli pezzi identificativi che permettono a chi ti legge di pensare: “ah, ma questo è…lo riconoscerei tra mille”, ad esempio.

 

L’unione delle parole crea un’immagine, un ricordo, un profumo e tutto questo è racchiuso in un solo vocabolo: STORYTELLING.
Lo storytelling è l’arte, perché di arte si tratta, di narrare storie. Raccontare e ascoltare attraverso un flusso di parole che ti accompagna nel meraviglioso mondo dell’immaginazione. Oggi sempre più aziende usano lo storytelling come strategia di marketing, è considerato un vero e proprio mezzo per raccontare storie e coinvolgere potenziali clienti. Stimola la curiosità di sapere, di andare oltre e di informarsi; questo crea e facilita l’engagement verso un determinato brand.

 

Cosa rende la tua comunicazione più efficace?

  1. Chiarezza
  2. Validità
  3. Vicinanza

 

  1. Il tuo lettore deve essere in grado di leggere e di comprendere il contenuto da te creato senza il bisogno di tornare indietro. Se questo accade, qualcosa nella tua comunicazione non ha funzionato. Per questo devi partire sempre da una domanda prima di cominciare a scrivere: “COSA VOGLIO COMUNICARE?”. La risposta ti aiuterà a capire in quale direzione andare. Per chiaro non intendiamo “sintetico”. Certo il dono della sintesi è importante soprattutto oggi, dove veniamo bombardati di notizie e sta a noi scegliere cosa preferire, quindi sì catturare l’occhio del lettore è una priorità. Ma in certi casi, invece, è giusto non fare economia sulle parole se l’aggiunta di queste ci aiutano a dare chiarezza al nostro elaborato.

Un’altra domanda da porsi è: “A CHI MI RIVOLGO?”.
Sapere a chi ti rivolgi ti aiuterà a usare anche i termini adatti. Se il tuo pubblico è generico userai parole semplici, chiare, senza troppi tecnicismi. In caso contrario non dovrai dare troppe spiegazioni.

OCCHIO: parlare a un pubblico generico non è sempre un bene, è un po’ come parlare con tutti e non riuscire a farlo per davvero con nessuno.

 

  1. Per validità intendiamo che il contenuto deve essere utile, per quanto è valido.
    Anche qui spunteranno domande come funghi: perché dovrebbero leggere me e non altri?
    Perché il tuo contenuto avrà suscitato nel lettore un’emozione, avrà imparato qualcosa di nuovo o aggiunto informazioni alla sua conoscenza.

 

  1. La gente tende a identificarsi. Il tuo racconto, i tuoi consigli, le tue parole diventano un fatto personale. Non dimenticare che chi ti legge è un essere umano come te, fatto di emozioni, problemi e soluzioni. Il tuo compito è quello di farli sentire vicini all’azienda e a te stesso.

Le tue parole devono essere pugni (in grado di smuovere la loro coscienza) ma anche e soprattutto carezze.

I tuoi lettori devono sentirsi a proprio agio; per questo lo storytelling è un’arma potente, ci fa sentire trattati come un amico con il quale condividere storie, dialogare e approfondire temi di comune interesse. In questo modo ci saranno le prime interazioni e il tuo lavoro avrà avuto un senso, avrà aiutato qualcuno e salvato qualcun altro.

 

È una pretesa bella e buona quella di voler salvare qualcuno con le parole, ma nel preciso istante in cui questo qualcuno ti leggerà, o ti ringrazierà per quello che scrivi, almeno un po’ e in qualche modo, l’avrai fatto.

 

Se non hai ancora letto il mini racconto sul nostro viaggio, sugli imprevisti incontrati e sulla consapevolezza che ci contraddistingue, clicca qui.

Da’ una risposta a tutte le domande incontrate in questo articolo, e solo quando le avrai trovate comincia a scrivere, a dire la tua e a far sentire la tua voce.

Pensa in grande ma comincia dal piccolo, comincia da te.

Se il tuo piano marketing ha bisogno di una miglior comunicazione scrivici.
Analizzeremo insieme i perché e i come, in base alla tua personalità e al modo in cui vuoi comunicarla.

 

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