STORIE DI SUCCESSO

Brunello Cucinelli, il re del cashmere

Questa rubrica di “Storie di successo” è stata pensata principalmente per un motivo: ISPIRARTI.
Ognuna di queste storie può lasciarti qualcosa, sta a te coglierne il senso più profondo per trovare la tua personale chiave di volta.

Oggi ti parliamo di Brunello Cucinelli, fondatore dell’omonima casa di moda italiana, famosa per la produzione di maglieria pregiata in cashmere.

 

Cucinelli riprende a pieno la nostra concezione umana di impresa, nella sua organizzazione punta al bene comune, l’uomo è al centro di qualsiasi processo produttivo perché è convinto che la dignità umana ci sia restituita solo attraverso la riscoperta della coscienza.
Cucinelli afferma: “Sogno una forma di capitalismo umanistico contemporaneo con forti radici antiche, dove il profitto si consegua senza danno o offesa per alcuno, e parte dello stesso si utilizzi per ogni iniziativa in grado di migliorare concretamente la condizione della vita umana: servizi, scuole, luoghi di culto e recupero dei beni culturali.”

In questo senso riprende a pieno il nostro pensiero, che Daniele ha poi trasformato in parole con il suo aforisma:
Prima dei numeri, delle aziende e dei progetti, vengono gli uomini.” 

 

Dopo l’articolo su “come creare un team di successo” non potevamo non parlarti di Cucinelli e della cura e della dedizione con cui si rapporta alla sua squadra.

 

È inutile lavorare più di 6-8 ore. E ai lavoratori dico: staccate lo smartphone e vivete”.
A dirlo, in un’intervista rilasciata al Quotidiano Nazionale è proprio lui, il re del cashmere.

“Ognuno deve avere uno spazio riservato – dice – che non può essere invaso dalla tecnologia. Dovrebbe vivere una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta. Un aggettivo senza connotazioni romantiche o risvolti penali, ma letto nel senso di spirituale, intima, una vita solo tua”.

 

Ora starai pensando che con un’azienda del genere, definita leader della moda maschile degli ultimi trent’anni è facile avere una visione della vita così pura e umana.
Ma il punto è questo, l’azienda ha avuto così tanto successo proprio per il modo di pensare di questo stilista.
La Brunello Cucinelli è nata dal nulla, da un’intuizione, dalla voglia di mettersi in gioco e provare a creare qualcosa di straordinario.

 

CHI ERA CUCINELLI PRIMA DI CREARE IL SUO IMPERO?

Un ragazzino nato in un piccolo paese umbro, a due passi dal Lago Trasimeno, abitato da 400 anime. Poi è diventato un geometra iscritto alla facoltà di ingegneria ma ha subito compreso che quella li, quella accademica, non sarebbe stata la sua strada e nel 1978 stupisce il mercato con l’idea del cashmere colorato.

Cucinelli è un attento osservatore del mondo e crede fortemente nel suo sogno: creare un lavoro dignitoso per l’uomo dal punto di vista morale ed economico.

 

È la sua personalità, dinamica e gentile, ad aver garantito il successo della sua impresa.
La sua azienda non è solo “produttrice di ricchezza”, ma un concetto, un luogo in cui sviluppare qualcosa di più grande: un capitalismo che valorizzi l’uomo.

Crede nella qualità e nel bello del prodotto italiano e artigianale, ma è anche convinto che non possa esserci qualità senza umanità.
Lo stesso vale per il profitto, il lavoro non può ridursi solo a questo. Il denaro acquista valore solo nel momento in cui migliora l’esistenza e la crescita dell’uomo, in caso contrario sarebbe fine a sé stesso.

 

 

PERCHÉ PROPRIO IL CASHMERE COME TRAMPOLINO DI LANCIO?

L’idea del cashmere colorato per donna fu una novità assoluta e riuscì ad emergere in tempi brevi.
Questo tessuto non porta con sé solo la qualità della morbidezza, ma soprattutto quella della longevità.
E proprio su questo Brunello, appassionato di filosofia, ne ha fatto uno stile di vita.
Un capo di cashmere dura una vita, non si getta via, si lascia in eredità, la sua durata è il simbolo del suo valore.

Oggi la sua azienda è quotata alla Borsa di Milano nell’indice FTSE Italia Mid Cap e secondo Forbes, Brunello Cucinelli occupa il 33º posto tra i più ricchi d’Italia con un patrimonio di 1,5 miliardi di $. 

A maggio del 2020 il re del cachemire ha lasciato il ruolo di Ceo dell’azienda che ha fondato nel 1978 e guidato per anni. Ma non ha abbandona del tutto l’impresa. Continuerà a seguire il brand come presidente esecutivo e direttore creativo.

 

COSA PUOI PRENDERE DA QUESTA STORIA:

  1. IL TITOTO DI STUDIO NON TI RENDE SUPERIORE;
  2. PORTA AVANTI LA TUA INTUIZIONE;
  3. SII UMANO;
  4. NON DIPENDE DA DOVE NASCI, MA CHI DECIDI DI ESSERE.

Prendi in mano la tua vita e scegli la tua strada. Progetta e pensa in grande.
Se hai un sogno inseguilo e difendilo, non crucciarti nella solita frase “non posso farcela, non ho una spinta”, in molti non l’hanno avuta eppure sono riusciti a creare la loro perfetta dimensione.

 

Fa come noi, comincia da te stesso e dai valori in cui credi.

 

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