fbpx
STORIE DI SUCCESSO

I fratelli McDonald: cosa fare quando un sogno diventa un incubo

Questa rubrica di “Storie di successo” è stata pensata principalmente per un motivo: ISPIRARTI.
Ognuna di queste storie può lasciarti qualcosa, sta a te coglierne il senso più profondo per trovare la tua personale chiave di volta.

Oggi ti parliamo dei fratelli McDonald, Richard e Maurice, i veri fondatori della più grande catena di hamburger al mondo.

La loro è una storia fatta di successi, avversità e fallimenti.
Una sola scelta sbagliata ha portato alla distruzione di anni e anni di duro lavoro.

Ma i fratelli McDonald sono anche la conferma di quanto il fallimento non ti renda automaticamente un fallito, e che nella vita, va messo in conto.

Anche noi abbiamo fallito e non è accaduto solo una volta.
Eppure ogni fallimento ha portato con sé una gran voglia di rimetterci in gioco, una consapevolezza ogni volta diversa su dove e cosa volevamo essere.
Questo è uno dei motivi per cui vi suggeriamo sempre di avere un piano B, e C, e D, se possibile.

Dietro ogni sbaglio c’è sempre una lezione da imparare e questa è la cosa meravigliosa:
cogliere dal negativo la giusta energia per fare sempre meglio, e per sbagliare sempre meno.

È STATO IL FALLIMENTO A SPINGERCI VERSO UN NUOVO PUNTO DI PARTENZA, È STATO IL FALLIMENTO A PORTARCI FIN QUI. È GRAZIE A UN FALLIMENTO SE OGGI PINK DIFFERENT ESISTE.


Lo ripetiamo spesso:

Il successo non è definitivo, il fallimento non è fatale: ciò che conta è il coraggio di andare avanti. 

 

Chi erano i fratelli McDonald prima del “successo”

Nati nei primi anni del ‘900 e cresciuti in un’umile famiglia di immigrati irlandesi, Richard e Maurice sono costretti fin da subito a cavarsela da soli e giovanissimi tentano la fortuna in California, nel mondo del cinema.

Partono per la loro nuova avventura con pochi vestiti in valigia e un diploma di scuola superiore, prima però si promettono una cosa: sarebbero diventati milionari entro i 50 anni.

Questo fa riferimento a un’azione fondamentale che secondo noi ognuno dovrebbe fare: quella di porsi degli obiettivi. Qui ti parliamo di quali caratteristiche un obiettivo deve avere per essere facilmente raggiungibile!

Ma torniamo a noi.
Purtroppo nel mondo del cinema i due fratelli non riescono a ottenere grandi risultati.
Qualche anno dopo la loro partenza comincia il periodo della Grande Depressione e l’industria dell’intrattenimento non riesce in alcun modo a riemergere.

Possiamo definirlo un primo fallimento, ma la cosa certa è che i fratelli McDonald hanno cercato subito di reinventarsi, facendo strada a un nuovo progetto, legato al mondo della ristorazione.
Aprono un locale a San Bernardino e lo chiamano Mc Donald’s Barbeque.

È un classico drive-in: le automobili si fermano, ordinano e ricevono il cibo da ragazze sui pattini a rotelle.
Il menù è vasto, ma si accorgono fin da subito che c’è una pietanza che va per la maggiore: l’hamburger.
Questo è stato uno dei motivi per cui decisero di chiudere e di rinnovare il ristorante.

 

L’idea geniale e il cambiamento

Alla riapertura del ristorante, il cambiamento è radicale ed evidente.
Il menù è limitato agli hamburger e non ci sono più le ragazze che portano il cibo ai clienti.

Siamo certi che nel 1950 non si parlasse di brand positioning, ma è certo che si tratti di questo.
Inserirsi nella mente del cliente come “il ristorante in cui si mangiano hamburger deliziosi, a un prezzo incredibile, senza il servizio al tavolo e senza attesa”.

Purtroppo la decisione presa per ottimizzare al massimo i costi, ma non solo, non ha avuto il successo desiderato.

Il ristorante riesce a salvarsi grazie ai camionisti, che frequantano il McDonald’s Barbecue durante le pause lavorative.
Ed è proprio grazie ad essi che le cose cominciano a funzionare: i due fratelli riescono a produrre utili da 100mila dollari l’anno e, soprattutto, cominciano a progettare l’espansione.
Aprono un secondo ristorante a Phoenix e poi un terzo a Downey.
È il 1954 quando i ristoranti cominciano a moltiplicarsi a vista d’occhio, e sempre in quell’anno fa la sua comparsa Ray Kroc, l’uomo che di lì a poco avrebbe sancito il loro fallimento.

 

L’errore che è costato il sogno di diventare milionari

Colpito dall’intuizione dei due fratelli, Kroc entra in affari con loro e inaugurano insieme il sistema del franchising: avrebbe pagato ai due fratelli una quota per ogni nuovo ristorante da lui aperto; sfruttando commercialmente il loro marchio e i loro metodi.

Fin qui tutto fantastico, i ristoranti aperti arrivano a quota 228 e gli affari vanno a gonfie vele.

Poi nel 1961 Richard e Maurice decidono di cedere tutto il controllo della loro impresa a Ray Kroc per 2,7 milioni di dollari (più che un affare), tenendo per se stessi solo il primo ristorante di San Bernardino, che nel frattempo aveva cambiato nome in “The Big M”.

Questo è stato l’errore che gli è costato caro.
Kroc prova a stravolgere il marchio, cambia mascotte, cambia logo (quello che oggi conosciamo tutti) e affigge in ogni ristorante una targa in cui viene chiamato “il fondatore”.

Poco dopo, decide di liberarsi definitivamente anche dell’unica attività rimasta ai due fratelli.
Apre un McDonald’s a poche centinaia di metri dal ristorante di San Bernardino, che li costringe a dichiarare il fallimento.
L’ennesimo fallimento.

 

Cosa puoi prendere da questa storia:

  1. I RISULTATI ARRIVANO CON IL TEMPO, PERSEVERANDO
  2. FIDARSI È BENE, MA FA COMUNQUE ATTENZIONE
  3. SOGNA IN GRANDE
  4. SE FALLISCI, NON SEI UN FALLITO

La domanda ci sorge spontanea: quanti soldi sarebbero arrivati nelle tasche dei due fratelli se, invece di vendere tutto, avessero continuato a prendere una percentuale sulle nuove aperture in franchising?

Certo, nonostante i vari fallimenti, ai fratelli McDonald tutto si può dire tranne che siano dei falliti.
Ed è proprio questo il punto: fallirai e sbaglierai. La differenza sta tutta nel come reagisci.

La cosa che si evince in questa storia, forse più di altre, è che i due fratelli non ci hanno creduto abbastanza, non hanno sfruttato a pieno il potenziale dell’enorme macchina che stavano creando.
Non hanno lottato, o almeno non abbastanza.

 

Ora, gli sbagli che commettiamo soprattutto quando cominciamo un’avventura e lanciamo un nuovo progetto possono essere molti e riguardare diversi settori, per questo abbiamo parlato all’interno della nostra rubrica di business degli errori più comuni che commettono imprenditori. Per evitare di farli anche tu, vai qui!

 

Tu conoscevi la storia dei veri founder di McDonald’s?
Cosa avresti fatto al loro posto?

 

Se l’articolo ti è piaciuto lasciaci un commento, e grazie per essere arrivato fin qui!

 

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su whatsapp

Lascia un commento

Altri articoli

La vendita è fondamentale: 5 consigli utili per vendere di più
Business

La vendita è fondamentale: 5 consigli utili per vendere di più

In questo articolo ti parliamo di come sia cambiato il processo di vendita negli ultimi anni, di come uscire dall’oceano spietato della concorrenza e di quanto saper vendere sia oggi fondamentale per ogni brand. La pratica della vendita oggi non è così semplice come in passato. Riuscire a vendere un prodotto o un servizio risulta più difficile

Leggi Tutto »
Airbnb e Blockbuster, cos'hanno in comune?
Pink Pill

Airbnb e Blockbuster, cos’hanno in comune?

Airbnb e Blockbuster hanno lavorato insieme a un progetto molto speciale. Ma l’azienda Blockbuster non aveva dichiarato il fallimento? In questo articolo troverai tutte le risposte.  La nostra è la generazione dei Lego, dei polsi pieni di bracciali, dei giornaletti in edicola e delle videocassette noleggiate da Blockbuster. Ma è anche la generazione delle camere prenotate

Leggi Tutto »
Il principio della rana bollita: perché continui a fare azioni che non portano risultati?
Pensiero Differente

Il principio della rana bollita: quanto sei soddisfatto della tua vita?

In questo articolo ti parliamo del principio della rana bollita, che sottolinea a pieno la capacità dell’uomo di adattarsi a situazioni deleterie, ma soprattutto della sua incapacità nel reagire agli eventi, a una vita che non sente sua, a un’abitudine malsana. Quante volte continuiamo a fare azioni che non ci danno risultato, solo perché le abbiamo

Leggi Tutto »

Iscriviti alla nostra Newsletter

Non perderti i nostri articoli.



    Cliccando su "Invia" dichiaro di aver accettato le Condizioni Generali e la Privacy Policy.