MARKETING

Il marketing nel calcio: focus sugli Europei

Il cielo è azzurro sopra Wembley.
It’s coming Rome.
Ne dovete mangiare di pasta asciutta.

Possiamo sintetizzare in sole 3 affermazioni questo Europeo che ci ha visti vittoriosi, concentrati e soprattutto uniti. Ti sarà ormai chiaro però che non riusciamo a tenerci un cecio in bocca e se non ti è chiaro perché è la prima volta che ci leggi, lo scoprirai presto. 

Ora… Sarebbe bello pensare che ciò che muove il calcio abbia a che fare solo con sogni, passioni e sport. Ma non è così. Il calcio è un vero e proprio business che produce numeri incredibili, e in questo carosello su Instagram li abbiamo fatti parlare.

Il nostro obiettivo oggi è di non farti essere un semplice spettatore o consumatore passivo.
Per questo abbiamo pensato di raccontarti velocemente il marketing dietro l’Europeo e più in generale il marketing dietro al calcio. 

Il marketing dietro l’Europeo 

Cominciamo dalla brand identity della manifestazione rappresentata fin da subito nel logo.

Per la prima volta nella storia della Uefa l’evento sportivo è stato itinerante. 
12 città prescelte unite dai loro ponti più rappresentativi, che non sono altro che una metafora all’interno del contesto multiculturale: i ponti uniscono, collegano modi di pensare e creano amicizie. Questi sono solo alcuni dei motivi per il ponte è stato scelto come simbolo della brand identity di EURO 2020. Una brand identity che coinvolge nazioni, città, giocatori, tifosi e partner, uniti dalla passione per il calcio (e non solo!).

No, non si tratta solo di sport. 

Quest’Europeo itinerante ha generato moltissimi introiti. Il marketing sportivo è riuscito a muovere tantissime masse e ad avere un bel seguito grazie all’intercettazione di un audience vastissimo: dai tifosi allo stadio agli spettatori in Tv, dagli ascoltatori in radio ai follower sui social network. 

Ogni città ha avuto l’opportunità di investire in marketing territoriale. E tutto ciò ha portato: un favorevole ritorno di immagine, delle positive ricadute economiche e soprattutto un potenziamento dei flussi turistici.
Per non parlare dell’evidente ripresa economica di ogni nazione che, scampato il coprifuoco, ha potuto condividere quest’avventura in ristoranti, bar e pub. 

Insomma: qualcosina quest’europeo l’ha smossa, no?

Calcio vs marketing

Nel corso degli anni il mondo del calcio ha subito un’evoluzione straordinaria. Da semplice attività sportivo-ricreativa è diventato un vero e proprio business in grado di generare consistenti somme di profitto per le società calcistiche, che ora si avvicinano sempre di più al modello d’impresa tradizionale. 

Pensarci: la tua squadra del cuore ha una pagina Instagram. E anche una su TikTok. 
Questo è l’esempio perfetto di come anche il calcio si sia (giustamente!) adeguato al cambiamento

Siamo certi di questo: il calcio va oltre le performance sportive all’interno del rettangolo verde, va oltre la competizione, va oltre le vittorie. 

Ogni club calcistico si è trasformato in un brand che attraverso il suo core business punta a:

  • avere successo sportivo;
  • guadagnare attenzione e disponibilità di spesa di un pubblico sempre più vasto, che va al di là della cerchia dei tifosi “classici”.

Parliamo quindi di un business esperienziale che coinvolge tutti gli strati sociali ed ha un forte impatto emozionale. E… di cosa si nutre il marketing? Di emozioni, appunto.

Le tre C del marketing nel calcio

Come per ogni brand, quindi, anche per il mondo del calcio il marketing funziona allo stesso modo.
Si parla di identità (brand identity), di valori (brand equity) e conoscenza (brand awareness), e ognuna di queste attività fa leva sulle 3 C del marketing nel calcio: Comunicazione, Commerciale e Concessione.

La C di comunicazione deve essere strategica e innovativa, e deve poggiarsi soprattutto sui social media per aumentare e migliorare l’engagement con i propri tifosi/follower.

La C di commerciale deve essere trasversale e riguarda il target nazionale ed internazionale, visto che l’enorme dimensione mediatica del calcio fa sì che gli investimenti nello sport più seguito al mondo siano nettamente in crescita.
Quindi stipulare delle collaborazioni proficue con partner commerciali riveste un ruolo principale nelle attività di business. Sono tante le aziende che nel corso degli anni hanno scelto la sponsorizzazione sportiva come strategia di marketing, ottenendo grandi risultati.

La C di Concessione, ovvero il brand licensing, è la concessione da parte di un brand calcistico, detentore di un diritto ad un altro soggetto, perché possa trarne un beneficio economico, producendo prodotti su licenza.
Per una società di calcio affidarsi al licensing non è solamente un modo per generare ricavi, ma anche per far passare il giusto messaggio legato al marketing o mettere in contatto i fan con i giocatori e l’immagine del club.

Quando i calciatori diventano un brand: l’esempio di Ronaldo 

Se c’è un altro campo in cui Cristiano Ronaldo è indubbiamente il numero uno, è quello del marketing e del personal branding.

Il personal branding è un processo attraverso cui una persona definisce i punti di forza (competenze, stile, carattere, abilità, ecc.) che la rendono unica e differente. Grazie a queste caratteristiche si crea un vero e proprio marchio personale, in base al tipo di comunicazione che si ritiene più opportuna.

Senza girarci troppo intorno l’obiettivo è il brand positioning, ovvero il posizionare nella mente dell’utente il brand (in questo caso il nome di uno dei giocatori più forte di tutti i tempi) associato a una precisa particolarità.

Con Pink Different ci occupiamo esattamente di questo.
Creiamo e posizioniamo il tuo brand sul mercato.
Passiamo dalla strategia del marchio alla ricerca di mercato, dal branding verbale alla progettazione del logo…
E tutto questo ha a che fare con la tua capacità di offrire qualcosa di diverso e unico, in grado di creare nella testa del cliente la percezione che «sì, sei tu lo specialista in quella determinata categoria di prodotto di cui ha bisogno».

Nello specifico con Ronaldo più che di prodotto in sé, parliamo di uno status. Qui abbiamo approfondito la sua storia. 

L’Instat Marketing della vittoria italiana all’Europeo

Avevamo cominciato l’articolo con delle frasi iconiche che rappresentano la vittoria degli azzurri all’Europeo. 
Non possiamo non concluderlo con delle campagne di Instant Marketing divertenti che ci raccontano come diversi brand hanno celebrato la vittoria sui social. 

Amazon:

Taffo:

Poste italiane:

Eataly:

Durex:

Radio 105:

Bialetti:

Quale tra questi contenuti di Instant Marketing ti è piaciuto di più?

Se l’articolo ti è piaciuto lasciaci un commento, e grazie per essere arrivato fin qui! 

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