MARKETING

Il marketing nello sport: focus Olimpiadi

  • Tamberi e Bamish che scelgono di dividersi il gradino più alto del podio.
  • Macell Jacobs che fa la storia solo per essere il primo italiano ad essere entrato in una finale nei 100 m. in un’Olimpiadi, ma poi non gli basta, e la vince.
  • Una Federica Pellegrini che continua la sua corsa ai record, aggiudicandosi la quinta finale consecutiva nella stessa specialità ai Giochi Olimpici. 

Questi sono solo alcuni dei momenti catartici della manifestazione sportiva a Tokyo. 

In questo articolo infrangiamo per un attimo ognuna di queste immagini che rimarranno nella storia dello sport italiano e analizziamo tutto ciò che c’è dietro le Olimpiadi con occhi critico. E già, così come avevamo fatto per l’Euro 2020, siamo tornati con il nostro obiettivo: cercare di non farti essere un semplice spettatore o consumatore passivo, ma renderti partecipe del fatto che sì, c’è del business anche in queste occasioni. O meglio, subito dopo tutti i valori profondi che lo sport porta con sé, troviamo poi il business e il marketing.

Il marketing dietro le Olimpiadi Tokyo 2020

Ti sarà chiaro che già il nome di per sé “Giochi Olimpici Tokyo 2020” sta a significare: evento gigantesco, attenzione da parte di miliardi di persone in tutto il mondo, aziende che devono essere in grado di sfruttarlo. 

Ed è su questo ultimo punto che vogliamo soffermarci. Le Olimpiadi, da sempre ma soprattutto nelle ultime 3 edizioni, sono diventate una vetrina importante per tutte le aziende che sono in grado di sfruttarlo come un’efficace leva di marketing.

Prima dell’avvento del web l’accessibilità all’evento sportivo era decisamente più limitata. Oggi, con i social media, tutti riescono a capire per lo meno cosa accade, con una velocità imbarazzante. Basti pensare che durante le Olimpiadi di Rio 2016, quelle definite come “le prime vere Olimpiadi social”, le menzioni sulle varie piattaforme raggiunsero numeri come 53 milioni. 

I numeri di quest’anno non sono da meno, anzi, mettono davvero paura. 

Per non parlare del fatto che l’avventura olimpica può essere seguita da vicino grazie ai profili ufficiali dell’evento e quelli personali degli atleti. 

Eh sì, difficilmente non troverai un atleta su Instagram. 

Strategie di marketing e opportunità di business

Oggi le possibilità di sfruttare questo evento da parte dei brand si sono moltiplicate, anche e soprattutto grazie al ruolo che l’online ricopre nella nostra vita. 

Ora ti diamo una notizia scioccante.
Passiamo circa 2 ore e mezzo ogni giorno sulle piattaforme social. In totale il mondo, ad oggi, trascorre oltre 10 miliardi di ore ogni giorno usando i social; questo significa oltre un milione di anni nell’esistenza umana.

Quindi la domanda sorge anche spontanea: dove altro potrebbero trovarci le aziende, se non lì? Noi guardiamo, twittiamo, commentiamo e molto spesso non ci accorgiamo di essere semplici potenziali clienti. 

Durante tutta l’Olimpiade è stato possibile partecipare alle conversazioni social utilizzando gli hashtag ufficiali dei Giochi, ridere e commentare tutte le strategie di instant marketing, trattare in diretta temi che ruotano attorno all’evento, soprattutto per mezzo di post o tweet ironici e leggeri, che riescono a diventare virali.

Le partnership con gli atleti

Un altro motivo per cui le aziende sono lì, sul pezzo, è che investono sempre più nelle partnership con gli atleti. Gli sportivi sposano i valori del brand e sanno raccontare sui social l’esperienza e le emozioni dei Giochi, coinvolgendo direttamente la propria community. Questa strategia consente così di raggiungere anche uno dei segmenti di mercato più importanti (la generazione Y e Z), per mezzo di uno storytelling emozionante e percepito come autentico.

Vero è che le Olimpiadi non durano per sempre, ma è proprio questo il motivo per cui ogni azienda sfrutta al massimo l’intera durata dell’evento (cominciando anche settimane prime) e ottimizza i giorni a disposizione con contenuti di valore e strategie ben strutturate. 

Ma per farti capire quanto per le aziende si tratti di un evento importante, ti diciamo di più.

Quando durante il 2020 c’era ancora disaccordo sul fare o non fare i giochi olimpici, alcune azienda hanno scelto di adottare una strategia prudenziale, per paura di associare il loro marchio all’evento non solo hanno mandato in onda o online spot con i 5 cerchi appena visibile ma hanno anche creato due campagne di advertising differenti. 

Sì, con contenuti l’uno l’opposto dell’altro, se il pubblico avrebbe guardeto ai Giochi come ad un “ritorno alla normalità” avrebbero usato determinati contenuti; se invece il sentimento fosse stato negativo, legato ad un timore del contagio, ne avrebbero usati alti.

E questo ci dice già molto su quanto le strategie di marketing siano radicate in queste competizioni. 

Quando gli atleti diventano un brand: le nuove scarpe di Nike

Le scarpe brevettate da Nike e utilizzate da Marcell Jacobs durante la finale dei 100 m. piani sono sotto i riflettori per la loro tecnologia e la presenza di una piastra in carbonio che aiuta i movimenti del piede. 

L’italiano ha raggiunto il tetto del mondo, con un tempo record di 9,8 secondi indossando le Nike Maxfly, un paio di scarpe tecniche per questa disciplina e approvate dalla World Athletics, l’organo federale internazionale che si occupa di verificare la regolarità degli atleti.

Realizzate sia per lo sprint della corsa che per la resistenza delle maratone, l’efficienza e l’agevolezza di questo paio di Nike sono state confermate anche dai risultati di altri sprinter non alle Olimpiadi, come i 9,77 dell’americano Trayvon Brommel, i 9,95 del giapponese Yamagata o i 10,63 secondi (secondo tempo nella storia della corsa) di Shelly-Ann Fraser-Pryce

Nike ha centrato ancora una volta l’obiettivo. Sotto i riflettori si sente proprio a suo agio, e se non è marketing questo?

L’Instant Marketing di Tokyo 2020

Ti avevamo già mostrato l’instant marketing di alcuni brand dopo la vittoria dell’Italia all’Europeo. Non possiamo non fare lo stesso con i Giochi Olimpici. 

È vero, l’instant marketing non è una strategia a lungo termine, funziona solo in un determinato momento e serve a grandi linee solo per aumentare l’engagement.
Ma alcuni brand lo fanno in modo straordinario, e chi siamo noi per non apprezzare i trend del momento rappresentati in modo ironico, cinico e spigliato?

Ecco a te l’instant marketing di alcuni brand durante le Olimpiadi Tokyo 2020:

  • Borbone
  • Durex
  • Amazon
  • Eataly

Quale tra questi contenuti di Instant Marketing ti è piaciuto di più?

Se l’articolo ti è piaciuto lasciaci un commento, e grazie per essere arrivato fin qui! 

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