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L’orto sull’albero: un nuovo business a 3m di altezza

In questo articolo ti parliamo di un progetto diventato realtà grazie all’intuizione di un artigiano calabrese, Francesco Mangano, che ha creato un’orto sull’albero. 

Ma cos’è l’orto sull’albero?
A dar vita a questo progetto, imitato in tutto il mondo, è una pianta originaria dell’America centro-meridionale, imparentata con melanzane (Solanum melongena) e pomodori (Solanum lycopersicum) e misura sui 3 metri di altezza, ma che in condizioni climatiche favorevoli raddoppia le sue dimensioni.

Con questa curiosità vogliamo solo ricordarti che se hai un’idea, per quanto folle e inutile possa sembrarti, portala avanti. Prova a darle una forma e investici del tempo, potrebbe sembrare stupida per te, ma chi ti dice che non potrebbe effettivamente diventare un qualcosa di unico e differente?

Ora facciamo un passo indietro, siamo nel 2000.
Dopo aver passato la gioventù a Wuppertal, vicino Düsseldorf in Germania, Francesco torna a Taurianova, nella sua terra calabrese, dove decide di aprire una bottega per riparare oggetti in pelle. Nel frattempo prende una nuova casa e inizia a vivere con la sua famiglia in una villa con l’orto.

È qui che è avvenuta la magia.

Per inaugurarlo un amico gli regala un Solanum, un genere di piante a fiore appartenente alla famiglia delle Solanaceae.
Una volta piantata si accorge che i fiori della pianta sono molto simili a quelli dei pomodori e delle melanzane, per poi scoprire che effettivamente la famiglia di appartenenza era la stessa.

Fin qui niente di straordinario, dirai.

Invece Francesco Mangano decide di fare un esperimento che funziona per davvero.
Crea un “orto sull’albero”, rigorosamente biologico, all’interno del quale gli ortaggi possono crescere per un periodo molto più lungo, senza particolari attenzioni e con ‘meno’ spazio rispetto ad un orto classico nel terreno.

Come si crea un orto sull’albero?

La coltura comincia a Maggio.
Prima si tagliano i ramoscelli in eccesso, poi si continua con delle incisioni del ramo all’interno del quale vengono inserite le piantine prive di foglie e radici, fermate con dello scotch.

Si copre il tutto con una busta di plastica e si lascia così per tutta la prima settimana; in questo modo si creerà una condensa che permetterà alla pianta di rimanere umida e non la farà appassire.

Dopo due settimane comincia il ciclo di cresciuta autonomo e dopo poco più di un mese cominciano a crescere i primi ortaggi, che vengono raccolti subito per far in modo che la pianta continui il suo ciclo e generi nuovi frutti. Durante la crescita, vengono applicate delle canne di bambù ai rami portanti, che servono a reggere il peso degli ortaggi.

Con questa geniale idea Francesco Mangano ha inventato l’ormai famoso “orto sull’albero” e ha reso concreta la possibilità di raccogliere determinati tipi di ortaggi da luglio a novembre (condizioni climatiche permettendo).

orto sull'albero

Quali sono i vantaggi?

È lo stesso Mangano a suggerirceli.
Fa notare subito che quegli stessi ortaggi inserito nel terreno avrebbero bisogno di molte più cure (essere irrigati almeno ogni due giorni, ad esempio).

L’albero invece – aggiunge – ha lunghe radici che vanno in profondità per cui l’acqua la cerca e la trova dove vuole”. Si aggiunga poi che nel metodo di coltivazione abituale, il contatto con l’umidità del terreno favorisce l’attacco di parassiti e funghi che provocano malattie alla pianta: “sull’albero queste cose non succedono – prosegue – perché la zona dei rami è ben ventilata. Io non uso né antiparassitari né anticrittogamici. C’è un risparmio idrico e non c’è bisogno di trattamenti, inoltre gli ortaggi sono anche più puliti, e tutto questo è un grande vantaggio”.

Quanto può produrre?

Un Solanum può contenere circa 50 piante, quindi in base a quanti alberi ci saranno all’interno dell’orto arriveranno altrettanti frutti.

Dopo un servizio televisivo di Striscia la Notizia, inoltre, in tanti hanno iniziato a chiedere a Mangano i semi dell’albero: «Mi facevo inviare l’indirizzo e una busta preaffrancata, poi spedivo gratis 30 chicchi di bacche gialle». Ma con il tempo le richieste aumentano: dall’Italia tocca a Francia, Svizzera, Inghilterra e Grecia. Così la decisione di aprire una pagina eBay insieme a Davide: «Un utente mi ha chiesto dei semi anche dalla Turchia – conclude – ma dato che lì i contatti italiani non sono riconosciuti, ho deciso di regalarli a mie spese al signore, perché mi piace fare felici le persone».

Quest’idea geniale è nata in realtà 20 anni fa, ma all’artigiano calabrese non sembrava nulla di così innovativo.
Fino a quando la gente non ha cominciato a fare domande e incuriosita guardava il suo orto dalla strada. Da lì ha intuito che la cosa fosse in realtà davvero interessante.

Oggi il suo progetto è attenzionato ed imitato dagli osservatori di botanica di tutta Europa ed oltre.

In soli tre mesi, dall’innesto al raccolto: fantastico! Tu ne avevi mai sentito parlare?

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