MARKETING

Perché il brand positioning è fondamentale per le piccole aziende [parte 3]

Eccoci arrivati alla 3ª parte del nostro viaggio sul brand positioning.

Ricapitoliamo: nel primo articolo avevamo parlato di come far ricordare il tuo brand tra 1000 grazie al brand positioning; nel secondo, invece, di qual è il suo rapporto con il marketing e perché è la prima cosa da fare quando si decide di creare un business.

Oggi ti parleremo del perché il brand positioning per le piccole aziende funziona in modo straordinario. Quindi… hai un’azienda con meno di 10 dipendenti, poco budget a disposizione e un’idea differenziante? 

Sei finito nel posto giusto, cominciamo!

No posizionamento, no party

Secondo Jack Trout il brand positioning non è altro che “il modo in cui differenzi il tuo prodotto o la tua azienda nella mente del cliente. La pubblicità è efficace quando rende evidente l’idea differenziate del prodotto e fornisce una ragione per acquistare.”

Jack Trout non è uno qualunque, è il re del marketing, colui che, insieme ad Al Ries, ha scritto le 22 immutabili leggi del marketing, insomma, ne sa qualcosa. Ora con dati alla mano possiamo affermare che il 95% delle aziende italiane, cioè più di 4 milioni di imprese, hanno più di 10 dipendenti

E questo è il primo punto su cui vogliamo soffermarci: è vero, il brand positioning è stato inventato per le grandi imprese, perché quest’ultime hanno logiche e risorse diverse. In realtà però il brand positioning è incredibilmente efficace per le imprese più piccole. Sì, quelle con meno di 10 dipendenti.
Ora ti spieghiamo perché le grandi imprese, nonostante budget d’ampio respiro, non riescono a posizionarsi.

Come dicevamo prima, il brand positioning è nato per le grandi imprese, il concetto stesso di brand si ricollega ad aziende strutturate, ma il punto è che questo tipo di aziende più che nel posizionamento, si specializzano nel bombardamento. Sì, hanno budget pubblicitari così ampi che la loro unica preoccupazione diventa: come lo spendiamo?

Il punto è che molto spesso un posizionamento pensato rende molto di più di milioni di euro spesi in pubblicità. 

Ti facciamo un esempio: Esselunga, con le sue strategie promozionali e di collocazione dei prodotti sullo scaffale può influenzare molto di più sulle vendite rispetto al propinare una campagna pubblicitaria.

In sintesi: se hai un budget corposo puoi permetterti di fare quello che vuoi (con strategia ovviamente!).
Invece se sei una piccola impresa, e non hai chissà quale budget per farti conoscere, DEVI fare brand positioning. Non c’è storia.

L’opportunità del brand positioning per le piccole aziende

Facciamo un quadro generale di cosa accade in una piccola azienda:

  • non può sprecare risorse a caso: deve avere un marketing super-efficiente;
  • spesso si tratta di una startup con idee nuove che devono necessariamente identificare un brand positioning specifico ed efficace;
  • spesso ha concorrenti che fanno attività di marketing scarse o nulle e il brand positioning può fare una differenza totale.

Ed è qui che entra in gioco il salvatore indiscusso delle piccole realtà: internet. 

Internet. È uno strumento pubblicitario potentissimo e permette investimenti scalabili da poche decine di euro a milioni di euro. Ma sarai tu a decidere, di volta in volta, quanto alzare l’asticella. Ogni volta che investirai qualcosa, che siano 30 o 200€ potrai osservare i risultati e capire se la direzione intrapresa è quella giusta o se è il caso di cambiarla. 

Qualunque sia la tua decisione ricorda però che l’obiettivo del brand positioning per le piccole aziende è uno soltanto: entrare nella mente del cliente

brand positioning piccole aziende-blog marketing-pink-different

Fare business oggi: cosa vuol dire

Pensa a quanta informazione c’è oggi: dai messaggi, alle pubblicità, alle mail. In ogni settore merceologico il numero di prodotti e di aziende che si occupano di una determinata area è superiore alla capacità di valutazione del cliente.
Primo perché è impossibile ricordarli tutti, la mente umana funziona per associazioni, unisce l’informazione a un’altra che già conosce e se non trova analogie, qualcosa in comune, un posto in cui inserirla, la elimina. Secondo perché effettivamente i prodotti sono troppo simili tra di loro.

Ma il cliente non ne scegli uno a caso perché “uno vale l’altro” no, c’è sempre un motivo per cui decidono di dare i loro soldi a qualcuno in particolare. La vendita dipende dalla percezione che il cliente ha di noi.
E quel processo grazie a cui ci posizioniamo nella mente del nostro acquirente si chiama: brand positioning

Questo è quello che facciamo con Pink Different.
Abbiamo creato e posizionato diversi marchi sul mercato e nella mente dei clienti; appurato che in un mondo che cambia alla velocità della luce non riuscire a star al passo con i tempi è un errore grande che non puoi concederti; detto ai nostri clienti che «parlare a tutti è inutile e deleterio, che capire a chi ci si vuole rivolgere è un processo basilare per un’azienda». 

E poi, proprio grazie all’esperienza, abbiamo capito che fare tutto non serve e che saper fare tutto è poi un’altra cosa. Per questo ci siamo specializzati in brand positioning: per offrire un servizio differente, per risolvere un problema, per aiutarti a farti ricordare. Insomma, siamo ben armati per permettere a te e a qualunque altro brand di posizionarsi in un mercato così saturo, attraverso la nostra parola chiave: DIFFERENZIATI.

Fare business oggi è sicuramente più semplice per ovvi motivi e se ci pensi chiunque può ideare un prodotto, farlo produrre in Cina, creare un’azienda e promuoverla online.
Chiunque può vendere il prodotto su Amazon, ad esempio, e fare investimenti contenuti grazie a Google o alle piattaforme social. Potremmo dire che il business oggi è accessibile a tutti.
Il punto però è che così come è cambiata la possibilità di successo, è cambiato anche il cliente. Che non è affatto lo stesso di 10 anni fa. 

Non contenderti il primo posto, crea il primo posto

Visto che è il tuo obiettivo è quello di arrivare nella mente del tuo cliente, oltre che sul mercato (certo!), ti consigliamo di cercare una nicchia di mercato, una piccola fetta di mercato in cui inserire il tuo business senza rischiare di creare un progetto o un prodotto che sia pensato per tutti. 

Una volta trovata la nicchia di mercato devi diventarne brand leader

Come? Devi creare un tuo mercato, un segmento di clienti che ha un particolare bisogno, e fare in modo che il tuo brand occupi il primo gradino della loro scala mentale nel momento in cui devono soddisfare questo bisogno. Per cui, se il mercato già esiste, ma non c’è nessun brand leader, devi diventarlo tu. 
Se invece già c’è, la strategia più efficace è quella di creare un tuo mercato in cui essere il leader. 

In sintesi, non devi fare battaglie di marketing come quelle tra Coca Cola e Pepsi, Avis ed Hertz, Mc Donald’s e Burger King. Devi creare un mercato nuovo e creare una barriera di accesso per i competitor. 

Come crei questa barriera? Facendo brand positioning. Una volta che definito qual è l’elemento differenziante del tuo business e diventi il leader della categoria che hai creato, non avrai concorrenti in quella categoria. 

Con il brand positioning elimini i competitor, li azzeri, li annulli

Bene, sei giunto alla fine di questa terza parte.
Nel primo articolo dedicato al brand positioning parlavamo di un viaggio, e non è stato di certo un caso.
Lo sarà per davvero.

Segui ogni martedì la nostra rubrica di marketing, per capire insieme cosa fare nella pratica per riuscire a posizionarsi. Nel frattempo se la tua azienda non ha un posizionamento, ti consigliamo di fare qualcosa, tipo…SUBITO!
Se vuoi arrivare alla mente dei tuoi clienti, dai vita al tuo brand con noi!

E ancora se l’articolo ti è piaciuto lasciaci un commento, se hai domande anche, se hai dubbi pure.
Grazie per essere arrivato fin qui!

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